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Sonia Colarullo
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la creatività
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Sonia Colarullo
Insegnare religione
Il costante e continuo tirocinio relazionale, a contatto con tante persone.
La flessibilità didattica e metodologica nel passare da una scuola all’altra, da una sezione all’altra.
Lo sforzo di mettere al centro i bambini, veramente tanti, a favore di una didattica persuasiva ed inclusiva,
che sappia calarsi nel contesto e lasciare il segno.
Pedagogia dell'ascolto
Pedagogia dell'ascolto
Apprendo se mi coinvolgi
Il coinvolgimento
Metodologia aperta, flessibile, di tipo ludico laboratoriale con il coinvolgimento attivo di tutti e di ciascuno. Si verifica continuamente se il linguaggio e gli interventi sono capiti da tutti i bambini, altrimenti si ripete o si rimodula il percorso anche ricorrendo a diversi linguaggi e predisponendo strumenti didattici ricchi e differenziati. Avere tante sezioni e tantissimi alunni, che “cambiano” ogni ora e mezza, non mi ha mai allontanato dal mio grande desiderio di organizzare il lavoro in centri di apprendimento, con risorse e stimoli diversificati, a carattere dinamico, flessibile.
La lentezza
Occorre più che nel passato coinvolgere i bambini, impostare la lezione in modo partecipativo costruendo anche dei giochi attivi di esplorazione libera e «lenta» dei contenuti, con il pieno coinvolgimento di tutti fin dall’inizio. Valorizzazione dell’espressività e della creatività. Far parlare i bambini (corpo, pensiero, emozioni). Tacere; lasciare dei tempi “ vuoti” in cui i bambini avvertono il proprio mondo interno, si esprimono e si organizzano liberamente intorno ai contenuti proposti.
Pedagogia dell'ascolto
Pedagogia dell'ascolto
Cultura digitale
Tra le "competenze per la vita", figura ormai la specifica competenza digitale ed è importante che fin dalla scuola dell'infanzia si trasmetta l'esistenza e l'uso di un approccio consapevole e creativo del digitale a servizio del vero, del buono e del bello!
Le pratiche digitali, a integrazione delle altre attività didattiche, possono estendere i tempi di attenzione e potenziare la comprensione, la memorizzazione e le possibilità di richiamo e di ripasso.
Nel caso di bambini con difficoltà di apprendimento, spesso il digitale offre spiragli comunicativi inattesi, con il superamento di ansie e disabilità, a favore di una didattica concretamente inclusiva.
LA MIA DIDATTICA ARCOBALENO
Rosso energia, per catturare la vivacità e l'espressività dei bambini.
Arancio salute, per creare sempre primariamente un clima sereno e accogliente.
Giallo chiarezza: non solo parlare , ma farsi capire.
Verde ecologia, per rispettare i momenti vuoti, le pause, i cambiamenti di rotta.
Azzurro flessibilità in risposta ai bisogni veri dei bambini, all'inizio infiniti e inesplorati.
Indaco profondo per dare spazio alle attitudini di ciascuno, con attività ricche e differenziate, Didattica inclusiva.
Violetto creativo per una didattica fondata sull'interesse e non sul comando!


Pedagogia dell'ascolto
NOVE SUGGERIMENTI PER UNA DIDATTICA EFFICACE

 
1.  Creare un clima sereno, motivante, di accoglienza empatica;
2. Accogliere le manifestazioni emotive;
3. Modulare il tono della voce e le pause, facendo attenzione alla comunicazione non verbale;
4. Creare il più possibile dei contatti (con lo sguardo, la gestualità, l’attenzione e l’accoglienza empatica fisica e verbale);
5. Attirare l’attenzione utilizzando diverse modalità e servendosi inizialmente di “sorprese”, cioè di uno o più oggetti significativi motivanti;
6. Utilizzare un lessico adeguato all'età : fare attenzione a che le parole vengano capite e si aggancino il più possibile al vissuto e a quello che già è conosciuto;
7. Sollecitare la curiosità ponendo domande aperte, lanciando input, sottolineando alcuni aspetti;
8. Verificare la comprensione (domande) e osservare nei più piccoli gli eventuali feedback posturali.
9. All’interno del circle time concedere a tutti un adeguato spazio temporale per poter intervenire attivamente alla conversazione.
creatività
I CAPISALDI DEL MIO STILE DIDATTICO
PEDAGOGIA DELL’ASCOLTO
Può sembrare
Strano un gatto spettatore
Che seduto ci studia immobile per ore
Chiacchiere carezze abbracci e litigate
Tutto quello che accade nelle nostre giornate
Lui non si perde nulla trova tutto interessante
Non si distrare mai neanche un istante
Forse per non pendersi il filo conduttore
Di questa recita in cui ciascuno è attore.
Questa raffigurazione del gatto che osserva corrisponde a una impostazione metodologica  ben precisa, quella dell'insegnante regista, mediatore, che fonda ogni suo intervento sull'osservazione e sull'ascolto attivo, costante e instancabile!

In questa concezione si colloca una didattica di tipo laboratoriale, in cui il bambino è protagonista, esploratore, ricercatore.
L'insegnante predispone l'ambiente di apprendimento perchè tutti i bambini possano muoversi ed esplorare in forma ludica attività ricche e differenziate che toccano tutti i campi di esperienza.
La didattica che mi piace è simile ad una giostra in cui tutti proprio tutti sono in movimento, se uno soltanto volesse scendere bisognerebbe fermarsi tutti..ma questo succede raramente!
Per questo amo organizzare la lezione in centri di interesse ed arrivo sempre carica di borsoni. Tanta fatica, ma ho la certezza che facendo così tutti sono coinvolti!
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INSEGNARE OGGI
Bisogni emergenti dei bambini dai 3 ai 6 anni.
  1. Talvolta ci sono bambini iper stimolati e curiosi, ma che hanno scarsa concentrazione e scarsa capacità di vivere a fondo le esperienze.
  2. Sono spesso frastornati dalle nuove tecnologie che forniscono molte opportunità cognitive, di informazioni, di stimolazioni culturali, di espressività, ma possono generare atteggiamenti di conformismo, di ricettività puramente passiva, di isolamento.
  3. Può verificarsi che siano scarsamente autonomi perché circondati da adulti che non lasciano tempi e spazi prevenendo le loro necessità.
  4. Sono caricati di aspettative, ma in realtà gli adulti che hanno intorno sono frettolosi e poco presenti.
  5. Nonostante le tantissime stimolazioni (in verità frenetiche, inadeguate, frammentarie) emergono sempre più difficoltà nella comunicazione, nella stabilità emotiva, nel linguaggio verbale e molte, purtroppo, anche nel relazionare con gli altri.
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RINGRAZIAMENTI
Lo stile d’insegnamento, con il suo bagaglio didattico e metodologico, dipende da vari fattori­:
  • La formazione iniziale, le doti personali e la passione per il proprio lavoro.
  • La formazione in servizio, a contatto con i bambini e le tante colleghe, giornalmente impegnati nel contesto scuola, in cui non mancano imprevisti e difficoltà.
  • L’aggiornamento e l’auto aggiornamento.
Porgo i miei sentiti ringraziamenti a tutte le colleghe che hanno contribuito e contribuiscono alla mia formazione professionale: da alcune ho preso un po’ di più, con esse ho una maggiore” affinità metodologica”, ma da tutte ho imparato qualcosa, anche da chi ha uno stile molto diverso dal mio! Grazie soprattutto ai tanti bambini che ho incontrato nella mia carriera: mi hanno dato gli inputs che hanno orientato il mio percorso e spero di aver lasciato loro degli insegnamenti positivi! La storia continua…con loro…assieme a voi!
Un grazie a chi ama aggiornarsi e migliorarsi e a chi ama condividere le proprie esperienze, un grazie particolare a chi mette a disposizione sul web il suo lavoro, perché nulla vada perso e possa rivelarsi utile ad altri!
Grazie di cuore a tutti voi!
Maestra Sonia
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La giostra dell'apprendimento
Insegnante regista, bambini attori

[ apprendere divertendosi ]

Creare un clima ludico di fiducia e di scambio, in cui tutti sono coinvolti in base alle proprie potenzialità. I più “vivaci” iniziano il gioco e sono valorizzati in questa loro intraprendenza per aiutare gli altri. I più “timidi” sono liberi di osservare e basta, distrarsi, curiosare…  poi “spiccano il volo” mettendosi in gioco e partecipando in base alle proprie capacità!
 
Coinvolgere tutti i bambini in un apprendimento attivo con attività di gruppo per rinforzare ed arricchire sia i contenuti che le capacità di rispetto, di aiuto e di collaborazione.  Viene impostato un insegnamento veramente rispondente ai bisogni educativi di tutti i bambini. L’insegnante conduce i giochi come mediatore, stimolatore, cogliendo le necessità educative che emergono liberamente in questo contesto di coinvolgimento spontaneo di tutti.
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Sonia Colarullo
soniacolarullo@gmail.com
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