Sonia Colarullo

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Il mio modo di insegnare

Farmi capire, come parlo ai bambini in modo efficace
UN INSEGNANTE…” ANOMALO”..


16 classi… una media di 400 alunni ogni anno!!!
L’ insegnante di religione cattolica della scuola dell’infanzia è indubbiamente una figura particolare, con una mole di lavoro non indifferente…eppure…trasformando questi punti di debolezza in punti di forza… può succedere che…risulti un insegnante veramente prezioso cui gli altri insegnanti del plesso possono ispirarsi per agganci contenutistici e metodologici, acclamato e stimato da tutti i genitori, anche quelli non avvalentisi!
Contribuiscono a questo risultato
  • Il costante e continuo tirocinio relazionale, a contatto con tante persone
  • La flessibilità didattica e metodologica nel passare da una scuola all’altra, da una sezione all’altra.
  • L’abitudine a mettere al centro i bimbi, veramente tanti, a favore di una didattica persuasiva ed inclusiva, che sa calarsi nel contesto e lasciare il segno.

UNA SCELTA DIDATTICA PERSONALE: IL LAVORO ORGANIZZATO IN CENTRI DI APPRENDIMENTO
Avere tante sezioni e tantissimi alunni, che “cambiano” ogni ora e mezza, non mi ha mai allontanato dal mio grande desiderio di organizzare il lavoro in centri di apprendimento, ben sapendo che questo comporta per me una fatica notevole nel predisporre ogni volta tante attività e materiali.
Una impostazione didattica che ho perfezionato negli anni, incoraggiata dal fatto che si è dimostrata subito efficacee piena di positivi riscontri nei miei piccoli alunni!

Prototipo di una lezione

Attraverso il circle-time viene presentato il nucleo del contenuto: una canzoncina cantata dall’insegnante o ascoltata da lettore cd, un oggetto, una immagine, un pupazzo o un gioco strutturato vengono tirati fuori dal "borsone magico" che l'insegnante si porta dietro da una classe all'altra (anzi da una scuola all'altra). Segue un breve racconto in base al contenuto da approfondire, sempre con l'ausilio di semplici pupazzi o semplici travestimenti; la storia stessa e la conversazione si sviluppano attraverso gli stimoli provenienti dagli interventi liberi dei bambini.
A questo punto, dopo l'intuizione del contenuto essenziale, l'esplorazione continua con l'apertura del laboratorio, cioè i bambini sono invitati a muoversi liberamente nella sezione scegliendo tra varie attività.
Si tratta di un contesto aperto, flessibile, in cui i bambini possono liberamente passare dalla manipolazione (libera o con la realizzazione di un oggetto inerente al tema) ai giochi strutturati sull'argomento (tombole, indovinelli, uso libero dei pupazzi presentati) ai lavori grafico- pittorici (esempio la coloritura dell'"album di Gesù"). Ogni bambino può liberamente scegliere da quale attività cominciare, per poi passare ad altre, ampliando così i suoi interessi e le sue potenzialità di apprendimento. Il bambino si muove nella sezione all'interno di vari gruppi di lavoro, questo lo motiva anche a migliorare le interazioni con gli altri bambini. Il sottofondo musicale, a basso volume, fa da cornice a questo contesto di "libertà di movimento”. In certi momenti la musica può alzarsi di volume per richiamare l'attenzione su di una canzoncina da memorizzare precedentemente proposta.
In tutte queste attività, l'insegnante non fa più sentire la sua voce protagonista, il suo ruolo è di dirigere i lavori: suggerisce, facilita, modera.
Questa metodologia laboratoriale, all'insegna di molteplici attività e materiali, risponde dunque ad importanti esigenze pedagogiche tipiche della scuola dell'infanzia (che più di ogni altra è la scuola del fare), ma è anche una metodologia richiamata da esigenze spicciole di organizzazione pratica nell'ora e mezza settimanale. L'intervento educativo settimanale ha, a ben vedere, un tempo limitato e collocato in vari momenti della giornata scolastica: durante il mattino o a volte dopo pranzo, cioè con maggiore energia o viceversa maggiore stanchezza dei bambini.

  • Dopo pochi minuti, anche in condizioni di "piena energia dei bambini", l'attenzione, soprattutto quella dei più piccoli, tende a calare e va risvegliata con uno stimolo diverso: se stiamo parlando conviene passare a far vedere, se stiamo vedendo conviene far sentire ...e offrire vari materiali e giochi da esplorare. Offrendo stimoli diversificati e presentando più attività (con molti materiali) si dilatano tantissimo le possibilità di apprendimento e tutto sommato (nonostante la fatica di predisporre tutto quanto) si agevola e si alleggerisce il compito dell’ insegnante .
  • Ogni bambino ha i suoi modi e ritmi, a maggior ragione nella sezione eterogenea, per cui il lavoro strutturato in forma laboratoriale, flessibile e libera, viene davvero incontro alle esigenze di tutti e il bambino motivato secondo le sue esigenze è anche più sereno. L'insegnante di religione ha tante sezioni e varie scuole, per cui deve seguire e conoscere veramente molti bimbi: organizzando questi liberi gruppi di lavoro, l'insegnante può organizzarsi in modo da occupare tutti contemporaneamente (a lungo e in modo sereno)e così ,passando da un gruppo all'altro ,può conoscere e seguire veramente tutti. Il bambino occupato in modo sereno è "facile da conoscere"!
  • Il bambino che si muove liberamente in classe tra varie attività, oltre ad ampliare i suoi interessi e le sue potenzialità, è stimolato a migliorare le interazioni con tutti gli altri compagni. I bambini che giocano autonomamente con un gioco a tema, esempio la tombola di San Francesco, sono sollecitati a non poche capacità relazionali. L'insegnante stimola atteggiamenti concreti di collaborazione e di aiuto, per esempio dei più grandi nei confronti dei più piccoli, dei più attenti nei confronti dei meno attenti. E, in una materia come questa, gli aspetti relazionali sono proprio obiettivi di primaria importanza!


ULTERIORI MIGLIORAMENTI APPORTATI DAI MEZZI MULTIMEDIALI


Un ulteriore importante centro d’interesse si è creato quando ho introdotto nella mia didattica l’uso della LIM o del lettore dvd, dove purtroppo la LIM non è ancora presente.
Vi segnalo, a questo proposito,questa sezione del mio sito, nella quale spiego gli importanti miglioramenti dati dall’uso della LIM nelle lezioni. Una didattica dinamica, lontana da un modello statico “autodefinito”, non può non avere sete di novità e continui miglioramenti!
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L’elenco, sono sicura, continua e continuerà ancora perché non c’è limite alla ricerca, all’espressività e alla creatività dei bimbi liberi di imparare!

Per approfondire:


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