Sonia Colarullo

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La favola dell'unicorno

Coinvolgere cosa interessa e entusiasma di più i bambini
LA FAVOLA DELL’ UNICORNO TRISTE

La fiaba è così presentata dall’autore, Davide Pavan:
È una fiaba illustrata che affronta il tema dell’autismo infantile. Si rivolge ai bambini di cinque-sette anni, per avvicinarli alla diversità attraverso il racconto. Una nonna racconta alla nipotina la fiaba dell’unicorno triste, che si comporta in modo diverso dagli altri unicorni e che attraverso l’aiuto di una saggia tartaruga riesce a essere compreso e accettato dalla sua comunità. La scelta origina dalla mia esperienza personale di soggetto autistico. Il mondo degli animali mi ha sempre appassionato e l’unicorno è il mio animale fantastico preferito, per eleganza, dignità, maestosità e magia. Ho scelto anche la tartaruga perché con la sua lentezza esprime l’osservazione calma e riflessiva che serve in questi casi.


Breve sintesi:

Il re di quella landa era Grande Unicorno. Egli aveva avuto tanti figli, ed erano tutti belli, leggiadri, coraggiosi e fieri come principi.
[…] Ma un bel giorno nacque un piccolo unicorno, che non era come gli altri. Poichè non sorrideva mai, tutti lo chiamavanol'Unicorno Triste. […]
La mamma, triste, non sapeva cosa fare! Era così bello! Eppure così diverso dagli altri."
Il piccolo unicorno, che sembra perso in un mondo tutto suo e rifiuta la compagnia degli altri, viene indirizzato al gioco ed alla socialità dalla saggia tartaruga, che standogli accanto con pazienza gli insegna ad esprimere se stesso e ad inserirsi nell'ambiente che lo circonda.
Della favola si trovano sia il pdf da poter stampare, sia il video su youtube.


Per raccontare la favola ai bambini mi sono servita di due marionette, raffiguranti l’unicorno e la tartaruga, e di un pannello che poi è stato usato come fondale per l’animazione di un semplice e spontaneo teatrino!
Nel pannello sono raffigurate tutte le attività che usava ser tartaruga per insegnare all’unicorno: la musica, la danza, il racconto, le tempere, giochi di vario tipo, video, manipolazione…
I bambini hanno riflettuto che tutte queste attività le fanno anche loro a scuola, con la maestra Sonia, e ognuno di loro, un po’ come l’unicorno della fiaba, ha le sue preferenze.
Presentata così, la favola ha sviluppato due aree di obiettivi:

  • Riflettere in modo metacognitivo sui processi di apprendimento riconoscendo anche l’importanza di esplorare più attività,
  • Rispettare le doti individuali ed aiutare i compagni in difficoltà.

A proposito di teatrini come risorsa didattica vi invito ad approfondire Teatrini portatili

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