Sonia Colarullo

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Riconoscere e controllare le emozioni

Farmi capire, come parlo ai bambini in modo efficace
RICONOSCERE E CONTROLLARE LE EMOZIONI

NUOVE EMERGENZE EDUCATIVE


Non abbiamo più il tempo di attendere, non sappiamo partecipare a un incontro senza essere disturbati dal cellulare, vogliamo «tutto e subito» in tempo reale. Le teorie psicologiche sono concordi nel pensare che una delle differenze fra i bambini e gli adulti risieda nel fatto che i bambini vivono secondo il principio di piacere («tutto e subito»), mentre gli adulti vivono secondo il principio di realtà (saper fare sacrifici oggi per godere poi domani). Mi sembra che oggi gli adulti, grazie anche alla società del consumismo esasperato, vivano esattamente come i bambini secondo le modalità del «voglio tutto e subito». Sapremo ritrovare tempi naturali? Sapremo attendere una lettera? Sapremo piantare una ghianda o una castagna sapendo che saranno i nostri pronipoti a vederne la maestosità secolare? Sapremo aspettare? Si tratta di intraprendere un nuovo itinerario educativo. Genitori, insegnanti e tutti coloro che ruotano attorno al mondo della scuola, sono stimolati dalle suggestioni offerte dalla pedagogia della lumaca e possono ricominciare a riflettere sul senso del tempo educativo e sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento, per una scuola lenta e non violenta, attenta agli aspetti relazionali ed emozionali.
Bisogni emergenti dei bambini dai 3 ai 6 anni:
  • E’ un bambino iperstimolato e curioso, ma che ha scarsa concentrazione e scarsa capacità di vivere a fondo le esperienze;
  • E’ frastornato dalle nuove tecnologie che forniscono molte opportunità cognitive, di informazioni, di stimolazioni culturali, di espressività, ma possono generare atteggiamenti di conformismo, di ricettività puramente passiva, di isolamento
  • E’ scarsamente autonomo perché circondato da adulti che non gli lasciano tempi e spazi prevenendo le sue necessità;
  • E’ caricato di aspettative, ma in realtà gli adulti che ha intorno sono frettolosi e poco presenti
  • Nonostante le tantissime stimolazioni (in verità frenetiche, inadeguate, frammentarie) emergono sempre più difficoltà nella comunicazione, nella stabilità emotiva e nel linguaggio verbale.
IL vero problema non sarà forse che si sta perdendo l’infanzia, le cose semplici, vere, essenziali che dovrebbero caratterizzarla?

LA METODOLOGIA PIU’ADEGUATA

  • Occorre più che nel passato coinvolgere i bambini, impostare la lezione in modo partecipativo costruendo anche dei giochi attivi di esplorazione libera e «lenta» dei contenuti, con il pieno coinvolgimento di tutti fin dall’inizio.
  • Metodologia aperta flessibile di tipo ludico, laboratoriale con il coinvolgimento attivo di tutti e di ciascuno (insegnante mediatore e bambini protagonisti del proprio apprendimento, ascolto attivo, circle time, problem solving, brainstorming e apprendimento cooperativo) valorizzando l’espressività e la creatività nel pieno rispetto dei bisogni formativi e delle risorse di ciascuno.
  • Mantenimento di una situazione di reciprocità, di circolarità, riprendendo i discorsi dei bambini, ritornando sul tema per far evolvere il percorso di ricerca e approfondimento: l’insegnante verifica continuamente se il suo linguaggio e i suoi interventi sono capiti da tutti i bambini, altrimenti si ripete o si rimodula il percorso anche ricorrendo a diversi linguaggi con ricchi e differenziati strumenti didattici.
  • Valorizzazione dell’espressività e della creatività. Far parlare i bambini (corpo, pensiero, emozioni).Tacere, lasciare dei tempi “ vuoti” in cui i bambini avvertono il proprio mondo interno, si esprimono e si organizzano liberamente intorno ai contenuti proposti.
  • Valorizzazione della diversità. La nostra fase storica è ormai caratterizzata da molteplici esperienze migratorie, da rapporti sempre più frequenti tra persone di lingue e culture diverse e, purtroppo, da numerosi conflitti interetnici. In questa ottica, si colloca un progetto che educhi prima di tutto alla pace, alla fratellanza, all’uguaglianza, alla valorizzazione della diversità per poi dare particolare risalto ad un’educazione multiculturale ed interculturale. Il compito educativo della scuola è quello di fare una mediazione fra le diverse culture nella logica di una convivenza costruttiva in un tessuto sociale e culturale multiforme. Questo significa accettazione e rispetto del diverso, riconoscimento della loro identità culturale in prospettiva di un effettivo inserimento sociale e quindi, attuazione di progetti educativi finalizzati a prevenire il sorgere di mentalità etnocentriche, intolleranti nei riguardi di altre culture. Anche la scuola dell’infanzia può dare il suo prezioso e valido contributo fin da questa tenera età affinché offra una efficace e credibile alternativa a proposte negative e contribuisca alla formazione di personalità critiche, autonome, indipendenti, proponendosi come luogo dove esprimere, elaborare, sublimare e convogliare verso mete costruttive le spinte pulsionali più forti.


IL RUOLO DELLE EMOZIONI

Con estrema attenzione agli aspetti emozionali e relazionali dell’apprendimento, nella scuola dell’infanzia sappiamo bene quanto sia importante far acquisire ai bambini la consapevolezza di sé e degli altri, per superare il naturale egocentrismo e porre le basi per una personalità autonoma, serena, capace di interagire con gli altri in modo positivo.

ALCUNI SPUNTI PER DELLE SEMPLICI ATTIVITA’

TOCCARE E CREARE

Le attività creative legate alla manipolazione di vari materiali conferiscono nel bambino serenità fiducia autocontrollo, oltre ad offrire notevoli possibilità espressive.






CANTO E DANZO


Impostare le attività didattiche in modo aperto e flessibile consente di inserire spesso il canto, anche accompagnato dalla danza.
Le opportunità offerte dal gioco-danza non possono che rafforzare un sano percorso emozionale!
  • Assimilare i contenuti in modo festoso, creativo e ludico;
  • Partecipare ai racconti con l’aiuto del ritmo, delle rime e del movimento di tutto il corpo;
  • Esprimere col corpo la propria gioia e relazionare con gli altri in modo festoso e cooperativo (balli di gruppo).



GIOCO DANZA CON LA CANZONE DEL MARE


Propongo questo gioco, che corrisponde a un percorso sulle emozioni: dalla scatola con la foto di Papa Francesco escono dei bastoncini con delle smiles da interpretare insieme ai bambini. Vedi la sezione: Giochiamo con San Francesco e con Papa Francesco





Giochiamo adesso con gli stampini a forma di cuore, la vera felicità è nel volersi bene.
Infine una constatazione metodologica: le attività creative ed espressive, di esplorazione libera e guidata dei contenuti fanno star bene i bambini, che si abituano anche a reagire bene alle difficoltà.



GIOCO DANZA ALLA LIM

Quando si proietta una canzoncina alla LIM e la LIM si trova in una stanza dalle discrete dimensioni, oltre a imparare il canto, si può anche danzare!
In alcune scuole, soprattutto in inverno, manca il contatto con la natura: niente può compensare il valore dell’esperienza diretta, tuttavia con sottofondo video offerto dalla LIM si può drammatizzare di nuotare nel mare o volare con gli insetti del prato!



Altre sezioni in cui trovare spunti didattici relativi alla pedagogia della lentezza:

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